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Visita ai Musei Vaticani

Una visita ai Musei Vaticani è un’esperienza che si deve fare una volta nella vita. Anche se non siete folli appassionati d’arte, non dimenticate di inserire nel vostro itinerario per visitare Roma, una tappa in questi incredibili musei. Vi sarà impossibile non emozionarvi davanti a tanta bellezza. Tornerete a casa stanchi ma entusiasti, ve lo assicuriamo! 

Qui di seguito vi forniamo un itinerario di visita ai Musei Vaticani che mette in conto circa 3 ore.
Vi suggeriamo di adottare un abbigliamento consono, dal momento che andrete a visitare una luogo sacro. Niente pantaloncini perciò, o canottiere, minigonne e cappelli.

Per entrare ai musei bisogna acquistare il biglietto on line . Potrete scegliere l’orario della visita a voi più congegnale ed evitare la coda.

Gli orari

Dal lunedì al sabato: dalle 9.00 h alle 18.00 h (ultimo ingresso alle 16.00 h)
Ultima domenica del mese: dalle 9.00 h alle 14.00 h (ultimo ingresso alle 12.30)
Dal 22 aprile al 29 ottobre, apertura serale: venerdì e sabato dalle 19.00 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 20.30)
Chiuso tutte le domenica tranne l’ultima domenica del mese (a meno che non sia festivo)
Chiuso anche l’1 e il 6 gennaio, 11 febbraio, 19 marzo, 18 aprile, 1 maggio, 29 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre.

La visita ai musei Vaticani

LE TAPPE DEL TOUR

1. CORTILE DELLE CORAZZE

Dopo aver attraversato tutto il complesso museale salite su per la scala a spirale e accedete nel Cortile delle Corazze, punto di partenza di tutti i diversi itinerari di visita. Prima di cominciare però trovate un attimo per salire sulla terrazza, ne vale davvero la pena. Di qui potrete ammirare la meravigliosa Cupola di San Pietro e i Giardini Vaticani.

2. CORTILE DELLA PIGNA

Rientrate e passate per il Cortile della Pigna un largo spazio aperto di 300 metri quadri adiacente ai corridoi e alle sale del museo. Il cortile conserva, in una nicchia monumentale nella sua parte nord, una colossale pigna di bronzo (alta 4 metri e larga 2,5), di età augustea. Il cortile deve il suo nome proprio a questa scultura.

La pigna, usata spesso in architettura romana col significato di immortalità e rinascita, venne ritrovata nel medioevo a Roma nell’area delle Terme di Agrippa a Campo Marzio, utilizzata con ogni probabilità come fontana. Venne collocata qui nel 1608.
Nel cortile della pigna potrete ammirare anche la grande sfera realizzata dall’artista Arnaldo Pomodoro  al cui interno si intravede un complesso meccanismo che ruota lentamente se mosso dal vento. L’opera venne donata ai Musei Vaticani nel 1990.

3. MUSEO PIO-CLEMENTINO

Dal Cortile della Pigna, la vostra visita ai Musei Vaticani continua immettendovi nel lungo corridoio del Museo Chiaramonti. Continuate andando avanti a sinistra e salendo su per le scale fino al Museo Pio Clementino, che ospita gli esempi più belli della scultura classica del Vaticano. Fondato da Clemente XIV nel 1771 dopo l’acquisizione delle collezioni Mattei e Fusconi, venne ampliato dal suo successore, Pio VI che lo dotò di un ingresso monumentale con l’Atrio dei Quattro Cancelli e la Scala Simonetti.
Oggi il museo occupa 12 sale in cui sono collocate importantissime collezioni di epoca greca e romana.

4. CORTILE OTTAGONO

Attraversate poi il Cortile Ottagono dove rimarrete estasiati dalla bellezza dell’Apollo del Belvedere, considerato una delle più belle opere di tutta l’antichità, e dal gruppo del Laocoonte.
Il primo è una copia romana del II secolo d.C. di un originale in bronzo del IV secolo a.C, attribuito allo scultore greco Leochares, uno degli artisti che lavorarono al mausoleo di Alicarnasso; il secondo invece  è una copia in marmo di un originale in bronzo  risalente all’età ellenistica (323-31 a.C.) e raffigura il dramma di Laocoonte,  sacerdote troiano, punito da Poseidone (o, secondo altre fonti, da Atena) per aver tentato d’impedire l’ingresso a Troia del cavallo di legno. Morì infatti stritolato da due serpenti, assieme ai suoi figli, Antifate e Timbreo.

Il cortile ottagono fa parte anch’esso del museo Pio-Clementino. Originariamente si chiamava Cortile delle statue e ospitò il primo nucleo delle collezioni pontificie. Su richiesta di papa Giulio della Rovere qui venne allestita (1503-1513) un’incredibile raccolta di statue antiche, con la volontà di fare rivivere la Roma dei Cesari nella Roma dei papi.

5. GALLERIA DELLE CARTE GEOGRAFICHE

Il percorso poi si snoda attraverso una serie di sale, una più spettacolare dell’altra tra cui la Sala degli Animali, la Sala delle Muse (qui è ospitato il Torso del Belvedere) e la Sala Rotonda. Dalla Sala a Croce che si trova li vicino, salite poi la Scala del Simonetti che vi porterà alla Galleria dei Candelabri, la prima delle tre gallerie consecutive che formano un corridoio molto lungo. Unitevi alla folla dei visitatori attraverso la Galleria degli Arazzi e arrivate alla Galleria delle Carte geografiche, lunga ben 120 metri e con le parete ricoperte di carte geografiche del Cinquecento.

Tra i meravigliosi dipinti troviamo rappresentate tutte le regioni italiane dell’epoca, complete della pianta di una o più città principali della regione.
Due carte costituiscono la Puglia, una carta l’Abruzzo e tre le Marche, con le città di Macerata, Loreto, Pesaro-Urbino. Quattro sono le carte per Veneto, Lombardia, Friuli e Trentino: al tempo inglobati nel dominio veneziano. Il Lazio è invece rappresentato in due carte geografiche, con una spettacolare pianta di Roma.
La volta della Galleria delle Carte Geografiche è  dipinta con episodi miracolosi avvenuti nella regione in questione, la cui mappa è disegnata sulle pareti.

6. STANZE DI RAFFAELLO

Terminato il corridoio oltrepassate la Sala Sobieski arrivando fino alla Sala di Costantino, che rappresenta la prima delle quattro Stanze di Raffaello. Si tratta di una delle stanze postume affrescate grazie ai cartoni creati dallo stesso Raffaello prima della sua morte, il tema principale sono storie sulla vita di Costantino Magno.

Le altre tre sono

  • la Stanza d’Eliodoro affrescata tra il 1511 e il 1514,  si affaccia sul Cortile del Pappagallo nel Palazzo Apostolico e prende il nome da un lunotto affrescato con episodi della vita di Eliodoro, uomo ostile alla Chiesa
  • la Stanza della Segnatura – affrescata riprendendo il tema della cultura umanistica, tra cui è impossibile non citare la famosa Scuola di Atene, simbolo della filosofia
  • la Stanza dell’incendio di Borgo – conserva il precedente lavoro sulla volta del Perugino, 1507-1508, con temi legati alla Trinità, mentre il lavoro di Raffaello realizzò scene come l’Incendio di Borgo e l’Incoronazione di Carlo Magno.
Visita ai Musei Vaticani: Le Stanze di Raffaello

Foto di Francesca Ciola

 

Queste stanze sono solo il preludio alla grandiosa Cappella Sistina.

Conosciuta in tutto il mondo, la Cappella Sistina è uno dei più importanti tesori del Vaticano e di Roma. Sono infatti  i visitatori, sia italiani che stranieri, che  ogni anno non mancano di visitare questo incredibile capolavoro.
Edificata fra il 1473 e il 1481, per volere di Papa Sisto IV, venne progettata dall’architetto Giovanni De Dolci e affrescata dal grande Michelangelo, che dipinse il soffitto e la grande parete sopra l’altare maggiore. Oltre a Michelangelo prestarono la loro opera anche altri grandi maestri rinascimentali, tra cui Botticelli, Ghirlandaio, Pinturicchio, Perugino e Luca Signorelli, che dipinsero le pareti laterali.

L’affresco, che ricopra la volta per l’intera superficie (800 metri quadrati!), richiese a Michelangelo 4 anni di lavoro. L’artista lo organizzò in 9 scene centrali, la creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale e la storia di Noè. Le scene sono inquadrate in elementi architettonici dipinti.
Il Giudizio Universale invece, uno degli affreschi più famosi al mondo, realizzato sull’altare maggiore, venne dipinto 30 anni dopo la volta.
Rappresenta la  venuta alla fine dei tempi del Cristo per inaugurare il Regno di Dio.

Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo III, fu oggetto di  polemiche sin dall’inizio. Prima perché l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perché la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità.

La vostra visita ai Musei Vaticani termina qui.

Visitare i Musei Vaticani di Roma

L’uscita dei Musei Vaticani. Foto di Francesca Ciola

 

Dormire vicino ai Musei Vaticani

COME RAGGIUNGERE I MUSEI VATICANI

1. IN METRO
Dalla stazione Termini prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.
Dal Colosseo: prendete la linea B dalla fermata Colosseo e cambiate per la linea A alla stazione Termini. Scendete a Ottaviano o Cipro.

2. IN BUS
Davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.
Dal Colosseo:  prendete la linea 81 dalla fermata sulla Via Claudia in direzione Risorgimento. Scendete al capolinea.
Dalla stazione Termini: prendete la linea 40 in direzione Borgo Sant’Angelo, scendete a capolinea.
Da piazza Venezia:  prendete il bus 492 da Plebiscito in direzione Metro Cipro, scendete alla fermata Bastioni di Michelangelo.

3. IN MACCHINA
Potete parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. IN TRENO
Arrivate alla stazione di Roma Termini e prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Vi conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. IN AEREO
Se arrivate a Roma in  aereo vi consigliamo di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che vi condurranno ai Musei Vaticani .

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5 cose da vedere a Roma in 5 giorni

Quali potrebbero essere le cose da vedere a Roma in 5 giorni?
Te lo starai sicuramente chiedendo se sei alle prese con l’organizzazione di una vacanza nella Città Eterna.
La risposta, va da sè, parlando di una delle mete più gettonate d’Italia, senza dubbio é: parecchie!
Musei, monumenti, palazzi, piazze, giardini….l’elenco delle cose da visitare sarebbe molto molto lungo.
Io però mi focalizzo solo su alcune e te ne suggerisco 5 che merita davvero vedere.
Il mio consiglio é quello di arrivare già con i biglietti on line prenotati.
Eviterai le lunghe code e potrai cominciare subito la visita, risparmiando tempo prezioso e fatica.

1. IL COLOSSEO

Cose da vedere a Roma in 5 giorni: il Colosseo
Foto di Francesca Ciola

Uno dei monumenti più interessanti ed emozionanti della Roma antica, il Colosseo è l’attrazione più visitata della città. Dal 2007 è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.

Le sue dimensioni sono spettacolari (si tratta dell’anfiteatro romano più grande del mondo!) e i numeri parlano da soli:  527 metri di perimetro, 48 metri di altezza (in origine erano 53), 240 montanti a sostegno del velario, 80 gli ingressi per gli spettatori.

  • Le mura esterne un tempo erano interamente ricoperte di travertino.
    Sono divise su tre livelli di archi inquadrati da paraste (pilastri inglobati nella parete) con capitelli tuscanici (livello più basso), ionici (livello intermedio) e corinzi (livello più alto).
    Le arcate del livello intermedio e di quello più alto erano abbellite con delle statue, mentre la parte più alta, che presenta finestre e lesene corinzie  è caratterizzata dai supporti per i montanti che dovevano sostenere il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena.
    Al piano terra ci sono gli ingressi ad arco (vomitoria), che permettevano agli spettatori di entrare e sedersi in pochi minuti.

 

  • Un tempo aveva un pavimento di legno ricoperto di sabbia per permettere ai gladiatori di non scivolare e al sangue di essere assorbito.
    L’arena poteva anche venire allagata in occasione delle battaglie navali (naumachie).
    Grazie ad alcune botole si accedeva agli ambienti e ai passaggi sotterranei che costituivano l’ipogeo.

  • La cavea, l’area riservata agli spettatori era suddivisa in tre parti: i senatori sedevano nelle file più in basso, i cittadini ricchi in quelle di mezzo e la plebe in quelle in alto. Le donne, ad eccezione delle vestali, erano relegate nei settori in cima.
    Come al giorno d’oggi gli spettatori avevano un biglietto numerato che indicava un posto a sedere in una zona precisa.
    Davanti alle file dei posti a sedere si trovava una larga terrazza (il podium), dove prendeva posto l’imperatore, i senatori e le personalità di riguardo.

I sotterranei si estendevano sotto tutta la struttura. Qui venivano immagazzinate le scenografie.
In questo stesso luogo e venivano costruite le scenografie per le battaglie navali che erano poi issate con un complesso sistema di carrucole. I gladiatori raggiungevano l’ipogeo direttamente dalla schola adiacente, mentre gli animali feroci venivano fatti arrivare dal monte Celio, dove c’era uno “zoo”, in cui le bestie erano rinchiuse in gabbie costruite nelle muratura.
Di qui gli animali venivano fatti arrivare al Colosseo con un montacarichi.

Orari
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
dal 27 marzo al 31 agosto: 9.00 – 19:15
dal 1° settembre al 30 settembre: 9.00 – 19.00
dal 1° al 30 ottobre: 9.00 – 18.30
dal 31 ottobre al 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Come raggiungere il Colosseo: Linea B della metropolitana fermata Colosseo; bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118; tram n. 3
Se arrivi in treno alla stazione Termini puoi raggiungerlo con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Attrazioni nelle vicinanze: Colonna traiana, Arco di Costantino, Vittoriano (QUI per i biglietti!), Campidoglio

2. Musei Vaticani

Musei Vaticani: cosa vedere a Roma in 5 giorni
Foto di Francesca Ciola

Qualunque sia la durata del tuo soggiorno a Roma, non puoi non andare ai Musei Vaticani.
Anche chi non è troppo appassionato difficilmente rimarrebbe indifferente alla quantità di incredibili opere d’arte contenute in questo posto.
Si trovano nel Palazzo Apostolico Vaticano e rappresentano una delle collezioni d’arte più grandi del mondo. Raffello, Leonardo, Tiziano, Caravaggio, sono solo alcuni degli artisti di cui potrai ammirare le meravigliose opere.
Per la visita metti in conto almeno un paio d’ore, 3 se utilizzi un’audioguida.
Il consiglio che ti do è quello di scegliere già le sezioni che vuoi vedere.
Non mettere in conto di visitare tutto in una volta, pensa che si è stimato che per visitarli tutti ci vorrebbero anni! 
Sicuramente quello che ti consiglio è di dare la precendenza a:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarti davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana(non perderti la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche 
5.
  e ovviamente alla strepitosa Cappella Sistina (qui per assicurarti l’ingresso prioritario)

Ti ricordo che i musei sono attrezzati per i disabili e, previa prenotazione, sono disponibili gratuitamente le sedie a rotelle (su richiesta direttamente presso lo sportello “permessi speciali”).
E’ inoltre consentito l’ingresso con i passeggini.

Orari
Fino al 31 dicembre 8.30-18.30 (ultimo ingresso alle 16.30)
dal 3 gennaio: da lunedì al sabato dalle 9.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 16.00) – ogni ultima domenica del mese dalle 9.00 alle 14.00 (ultimo ingresso alle 12.30)

Come raggiungere i Musei Vaticani

1. In metro: partendo dalla Stazione Termini prendIe la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.

2. In bus: davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.

3. In macchina: puoi parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. In treno : arriva alla stazione di Roma Termini e prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini.
Ti conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. In aereo: se arrivi a Roma in aereo ti consiglio di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che ti condurranno ai Musei Vaticani .

Attrazioni nelle vicinanze: Castel sant’Angelo, Piazza Navona, Campo dei Fiori

3. BASILICA DI SAN PIETRO

Vedere Roma in 5 giorni: San Pietro

Tra le cose da vedere a Roma in 5 giorni c’è senza dubbio la strepitosa Basilica di San Pietro.
Con la sua meravigliosa cupola, la genialità dell’edificio e i tantissimi capolavori custoditi al suo interno, è la più grande e ricca chiesa al mondo.
Proprio per questo le code di visitatori che attendono di entrare per ammirarla sono perennemente lunghissime. Ti consiglio perciò di arrivare avendo già acquistato il biglietto online.

Una raccomandazione: vestiti con abiti consoni alla sacralità del luogo, altrimenti non potrai entrare.
Non sono ammessi pantaloncini, gonne corte e canottiere.

Una volta entrato non potrai rimanere indifferente all’incredibile quantità di opere d’arte che troverai, prime fra tutti la Pietà di Michelangelo (si trova subito all’inizio in una cappella dietro ad un vetro antiproiettile. Realizzata da Michelangelo nel 1499 a soli 25 anni, è la sola opera che reca la sua firma (sulla fascia che cinge il petto di Maria) e il Baldacchino del Bernini (in stile barocco è alto 29 metri. Lo sorreggono 4 colonne tortili e realizzate con marmo proveniente dal Pantheon).
Si erge sull’altare maggiore, posto sulla tomba di San Pietro. Sotto l’altare c’è la Confessio, alla cui balaustra vengono a pregare i vescovi quando si avvicinano al papa. E’ circondato da 99 lampade sempre accese.

Ma la cosa che ti lascerà senza fiato è sicuramente la grandiosa cupola.
Ha un diametro è di 41.5 metri ed è sostenuta da sedici contrafforti con colonne binate, alternati da finestroni a timpano.
Sulla possente struttura, Giacomo della Porta, a cui passò il progetto dopo la morte di Michelangelo, fece partire i sedici spicchi di cui è composta la calotta, aperta da tre ordini di finestre.
La cupola si innalza per 119 metri ed è sorretta da 4 pilastri di pietra disposti intorno all’altare papale. I pilastri prendono il nome da quello di 4 santi, le cui reliquie sono conservate dalle statue dei santi poste in delle nicchie.

Se hai tempo ti consiglio di provare l’esperienza di salire fino in cima. I gradini sono 551 e potrai scegliere se salirli tutti a piedi, oppure prendere l’ascensore fino più o meno metà strada, per poi continuare a piedi e salire 320 gradini.
La salita è lunga e stretta, ma una volta arrivato in cima alla cupola della Basilica di San Pietro verrai ricompensato da uno strepitoso panorama sui tetti di Roma.
Potrai ammirare la città da ben 130 metri d’altezza!
L’ingresso della cupola si trova sul lato destro del portico ed è indicata da cartelli.

Orari
dal 1 ottobre al 31 marzo: dalle 7.00 alle 18.30
dal 1 aprile al 30 settembre: dalle 7.00 alle 19.00

Come raggiungere la Basilica di San Pietro: Metro: Linea della A metropolitana  e scendere alla fermata Ottaviano San Pietro.
Bus: n. 190F, 40, 62, 64, 98, 982

Attrazioni nelle vicinanze: Castel sant’Angelo, Piazza Navona, Campo dei Fiori

4. Galleria Borghese

Visitare Roma in 5 giorni: Galleria Borghese

Se ti piacciono i musei, non puoi mancare di inserirla tra le attrazioni da visitare a Roma.
Rappresenta la regina di tutte le collezioni private e contiene, solo per citarne alcune, opere di Caravaggio, Bernini, Botticelli, Rubens, Tiziano, raccolte dal cardinale Scipione Borghese (1579-1633), il più esperto collezionista del suo tempo. 
Oltre ai dipinti il museo conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché sculture dal XV al XIX secolo.
In  più custodisce nei suoi Depositi (visitabili solo su prenotazione) ben 260 dipinti che si trovano sopra il piano della Pinacoteca e allestiti come una quadreria.

La galleria è collocata all’interno dei giardini di Villa Borgese (il più grande parco pubblico di Roma) appena fuori Porta Pinciana. Le opere sono esposte nelle 20 sale affrescate che, insieme con il portico e il Salone di ingresso, costituiscono gli ambienti del Museo aperti al pubblico. 

Nei secoli la Galleria ha subito diversi rifacimenti e anche la collezione purtroppo non è stata conservata nella sua interezza: molta statuaria antica è stata infatti trasferita al Louvre per ordine di Napoleone nel XVIII secolo.
Altri pezzi sono stati venduti nel corso degli anni. Infine sia la collezione sia il palazzo sono stati acquisiti dallo Stato nel 1902, anche se è visibile al pubblico solo dal 1997.

Qui di seguito ti elenco le 5 opere che non ti devi assolutamente perdere quando visiterai la Galleria Borghese:

1. Apollo e Dafne: si tratta di uno dei gruppi scultorei barocchi più belli, realizzato da Gian Lorenzo Bernini, su commissione del cardinale Scipione Borghese.
Coglie il momento esatto in cui la ninfa si trasforma in lauro, con le dita che diventano foglie e i piedi radici, sotto lo sguardo sgomento di Apollo. Si trova nella Sala III.

2. Paolina Borghese: una delle sculture più belle di Antonio Canova, fu commissionata nel 1805 da Camillo Borghese, marito di Paolina.
Quest’ultima viene rappresentata distesa come la Venere Vincitrice. La posa suggestiva e il virtuosismo tecnico  sono caratteristici dello stile neoclassico del Canova.  La scultura è dotata di un meccanismo che consente al triclinio di ruotare, per permettere all’opera di essere ammirata da qualsiasi punto di vista. La trovate nella Sala I.

Galleria Borghese - Cose da vedere a Roma in 5 giorni


3. Il ratto di Proserpina: realizzato dal Bernini quando aveva solo 23 anni, su commissione di Scipione Borghese, rappresenta il momento culminante dell’azione. Il dio Plutone, fiero e insensibile, sta trascinando Proserpina nell’Ade.
E’ incredibile come l’artista ha saputo rendere la mano del dio che stringe con forza la coscia di Proserpina, che appare morbida come se fosse di carne vera. Potrete ammirare quest’opera (che da sola vale il viaggio) nella Sala IV

4. Giovane con canestro di frutta: dipinta dal grande Caravaggio, risale al periodo in cui lavorava presso la bottega di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino e rappresenta un giovane, in posa di tre quarti, mentre regge un canestro pieno di foglie e frutti autunnali, come mele e grappoli d’uva, dipinte con le tipiche imperfezioni della natura. Rimarrete stupefatti dalla grandissima capacità di Caravaggio di riprodurre la realtà. Il quadro è ospitato nella Sala VIII.

5. L’amor sacro e l’amor profano: è uno dei dipinti più celebri di Tiziano e di tutta l’arte italiana, Raffigura due donne sedute su una fontana, una nuda ed una vestita, che rappresentano probabilmente rispettivamente l’amor sacro e l’amor profano. Venne realizzato negli anni 1514-15 ed è un quadro molto enigmatico.
Oggi si tende a privilegiare il significato matrimoniale del dipinto, ossia l’esaltazione delle qualità della perfetta sposa, qui raffigurata splendidamente vestita nella sua e al tempo stesso nuda e ardente di vero amore, quale dovrà apparire al suo sposo nel privato.
Trovate il capolavoro nella Sala XX.

Orari
dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle ore 17.45

Come raggiungere Galleria Borgese: Metro: Linea A e scendete alle fermate Flaminio o Spagna.
Bus: n. 52 e 53. Si fermano a pochi passi dalla Galleria. Oppure n. 50F, 360, 495, 63, 83, 92

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Fontana di Trevi

5. La Fontana di trevi

cose da vedere a Roma in 5 giorni: la fontana di Trevi

La quinta attrazione da inserire nell’elenco delle cose da vedere è sicuramente l’iconica Fontana di Trevi. Immortalata  da Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nel film di Fellini “La dolce vita”, è diventata, insieme al Colosseo e al cupolone di San Pietro, uno dei simboli della Città Eterna nel mondo.
Deve il suo nome al fatto che si trova dove una volta c’era un incrocio in cui convergevano 3 vie (trivium). Qui terminava uno degli undici acquedotti che rifornivano Roma di acqua: l’acquedotto dell’Acqua Virgo, ovvero dell’acqua vergine.

Tutto il complesso scultoreo è molto grande, tanto da occupare quasi l’intera piazza.
La costruzione della Fontana di Trevi venne iniziata da Nicola Salvi nel 1732 e completata nel 1762 da Giuseppe Pannini.
Realizzata con travertino, marmo, intonaco, stucco e metalli, rappresenta Oceano su un carro trainato da due cavalli (uno selvaggio e l’altro docile, ad indicare i diversi umori del mare) a sua volta guidati da tritoni.
Sul lato orientale della fontana di Trevi c’è un grande vaso in pietra chiamato “asso di coppe” perchè richiama la carta da gioco. Si narra che durante i lavori di costruzione, un barbiere, che possedeva la sua bottega sulla piazza, continuasse a criticare il progetto di Salvi. Questi allora aggiunse il vaso così da impedire al barbiere di vedere i lavori e di continuare a fare le sue critiche fastidiose.

Scommetto che anche tu ti sarai chiesto che fine fanno le monetine che chiunque venga a Roma getta nella fontana a occhi chiusi e di spalle, come vuole la tradizione, nella speranza di ritornare.
La risposta è che vengono raccolte ogni giorno (il valore si aggira sui 3.000 euro quotidiani) e destinate alla Caritas di Roma. Chiunque se ne appropri viene perseguito penalmente.

Dal 23 dicembre 2024, dopo il restauro durato 3 mesi, effettuato in vista del Giubileo, è stato introdotto il numero chiuso.
Si potrà infatti accedere massimo 400 persone per volta. Alla fontana puoi accedere direttamente dalla scalinata, mentre per uscire devi andfare dal varco al lato di Via dei Cruciferi. Sia all’entrata che all’uscita c’è il personale dell’accoglienz e della sicurezza.
Ti avviso che non puoi sederti sul bordo della fontana, né fumare, né mangiare.

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Villa Borgese, Quirinale

Consigli utili

  • Indossa scarpe comode: camminerai molto e spesso su strade lastricate di sanpietrini, su cui passeggiare con i tacchi è veramente difficoltoso!
  • Evita di comprare bottigliette d’acqua ai chioschetti se non vuoi dar fondo al portafoglio.
    Roma è piena di fontanelle che si chiamano Nasoni. Sarà sufficiente perciò che ti porti una bottiglietta da riempire tutte le volte che ne avrai bisogno.
  • Vestiti con abiti adeguati quando vai a visitare le chiese della capitale se non vuoi rischiare di rimanere fuori dall’edificio. Niente minigonne né spalle nude (potrai risolvere il problema mettendo in borsa un foulard da usare all’occorrenza). Vietati anche i pantaloncini troppo corti.

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Musei da visitare Roma in 3 giorni. Quali vedere

Per gli amanti dell’arte, visitare i musei di Roma in 3 giorni può rivelarsi un’esperienza incredibile.
La capitale infatti ospita un’infinità di musei, alcuni dei quali davvero da non perdere. Dai Musei Vaticani ai Musei Capitolini, dalla Galleria Borghese al MAXXI, ciascuno di essi costituisce un’attrazione che non vi deluderà.
Per la visita a ogni museo dovete mettere in conto almeno due ore. Vi consigliamo perciò di visitarne solo uno al giorno, dedicando poi il resto della giornata all’esplorazione della zona della città che si trova intorno al museo che avete scelto.

Eccoti dunque il mio itinerario per visitare i musei di Roma in 3 giorni.

PRIMO GIORNO

Il galata morente ai Musei Capitolini di Roma

1. MUSEI CAPITOLINI

L’attrazione che ti propongo per cominciare l’itinerario per visitare i musei di Roma in 3 giorni è quella dei Musei Capitolini (attrezzati per i disabili).
Arriva in Piazza Venezia (fermata dell’autobus Piazza Venezia) e raggiungi  Piazza del Campidoglio accedendovi dalla Cordonata, la scalinata che da piazza dell’Ara Coeli sale sulla sommità del colle.
Ammira la piazza realizzata da Michelangelo al cui centro si trova la copia della statua equestre di Marco Aurelio (quella autentica si trova nei Musei Capitolini).

La piazza è circondata da tre palazzi: Palazzo Senatorio in fondo, Palazzo Nuovo sulla sinistra e Palazzo dei Conservatori sulla destra. I musei sono collocati in questi ultimi due palazzi.
L’entrata principale al complesso museale è nel Palazzo dei Conservatori, dove si trova il nucleo originario della collezione statuaria e una Pinacoteca (al secondo piano) con dipinti di Tiziano, Tintoretto, Rubens, Van Dyck e molti altri grandi artisti.
Palazzo Nuovo invece contiene un numero incredibile di sculture classiche. Da non perdere, tra le altre, la lupa capitolina, il Galata morente e la Venere capitolina.
Per la visita calcola almeno due ore.

2. PIAZZA VENEZIA

Uscito dai museo fermati per pranzare. Una volta che ti sei rifocillato e hai ripreso le forze torna in Piazza Venezia, dominata dal Vittoriano. L’immenso monumento di marmo bianco fu fatto edificare nel 1885 per celebrare l’unità d’Italia.
In seguito è stato dedicato al milite ignoto e una fiaccola arde perennemente al suo interno, custodita da guardie d’onore.
Ti ricordo che è proibito sedersi sia sulle scalinate che all’interno, i controlli sono severi.
Per godere una vista a 360° sulla città sali sulla terrazza con l’ascensore (QUI per i biglietti) in vetro che si trova sul lato del monumento.

3. PANTHEON

Passeggia infine fino al Pantheon, il monumento antico meglio conservato di Roma e uno dei grandi simboli della capitale. Entrate e lasciati stupire dalla sua cupola in calcestruzzo più grande del mondo e gli interni ricoperti di marmo.

4. TRASTEVERE

Di qui arriva fino a Largo Argentina e prendi il tram numero 8 che porta a Viale Trastevere.
Concludi la serata a Trastevere, cuore di Roma e oggi fulcro della vita notturna ed enogastronomica.

5. PALAZZO E GALLERIA DORIA PANPHILJ

In alternativa ai Musei Capitolini puoi visitare il Palazzo e Galleria Doria Panphilj (fermata bus: Via del Corso), che contiene una delle più ricche collezioni d’arte private di Roma.
La gallerie è costituita da dieci sale, disposte cronologicamente e piene di dipinti dal pavimento al soffitto.
Da non perdere la Salomè con la testa del Battista di Tiziano e Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio e ancora il ritratto di Innocenzo X di Velàsquez.
Terminata la visita prosegui secondo l’itinerario sopra proposto, anche perchè siete vicinissimi a Piazza Venezia.

INFO PRATICHE

Musei capitolini: tutti i giorni 9.30-19.30 , 24 e 31 dicembre 9.30-14. La biglietteria chiude un’ora prima. Chiusi il 1 gennaio, 1 maggio, 31 dicembre.  Compreso nelll’ Omnia Card.
Palazzo e Galleria Doria Panphilj:  tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso ore 18.00. Chiusura: 25 dicembre, 1° gennaio, Pasqua. Aperto anche il 1° novembre, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° Maggio, 2 Giugno e 15 Agosto.

BIGLIETTI PER IL PRIMO GIORNO

Per risparmiare sull’ingresso a queste attrazioni vi consigliamo di utilizzare uno dei tanti pacchetti  combinati. Ve ne riportiamo qui sotto alcuni. In Alternativa potete acquistare la Omnia Card.

SECONDO GIORNO

Il gruppo del Laocoonte ai Musei Vaticani. Biglietti on line salta coda

1. MUSEI VATICANI

Cominciate il vostro secondo giorno nella capitale con la visita ai Musei Vaticani. Ti consiglio di acquistare i biglietti on line per saltare la coda. Per arrivarci scendi alla fermata della metro Ottaviano San Pietro.
Visitare i Musei Vaticani è un’esperienza che non dimenticherai facilmente: 7 chilometri di superficie espositiva e più capolavori di quanti ne abbiano molti piccoli Paesi.
Possiedono infatti una delle più grandi collezioni di opere d’arte al mondo. Non pensare di poterli vedere tutti, ci impiegheresti anni!

Per un giro panoramico (calcola non meno di due ore e mezza) ti consiglio di andare

1. alla La Pinacoteca Vaticana (non perdere la Trasfigurazione di Raffello)
2. al Il Museo Pio Clementino (per l’Apollo del Belvedere e il magnifico Laocoonte)
3. alla Galleria delle Carte Geografiche
4. nelle Stanze di Raffaello
5. nell’imperdibile Cappella Sistina (è l’unica stanza con l’aria condizionata).

2. PIAZZA SAN PIETRO

Terminata la visita, con ancora negli occhi i dipinti di Michelangelo, sosta in Piazza San Pietro per le immancabili foto e goditi l’imponenza della Basilica di San Pietro.
Se non sei ancora in overdose di arte e la fila non è pazzesca visitala. Altrimenti, fermati a mangiare e a riposarvi.

Gli hotel nella Roma antica

Relais Forus Inn

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Hotel Capo d’Africa

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Caesar House Residenze Romane

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3. CASTEL SANT’ANGELO
4. PIAZZA NAVONA
5. CAMPO DEI FIORI

Un volta che ti sei ripreso passeggia per via della Conciliazione fino a Castel Sant’Angelo ammirandolo solo dall’esterno.
Attraversa Ponte Sant’Angelo e passeggiate fra i vicoli e le piazze che vi porteranno fino a Piazza Navona.
Confonditi fra la folla di turisti e artisti di strada che la riempie ogni ora del giorno e della notte e lasciati sopraffare dalla bellezza dei palazzi barocchi e dalle fontane che la caratterizzano.
Fai una pausa per bere il caffè più buono di Roma nella vicina piazza Sant’Eustachio nell’omonimo Caffè. Poi, raggiungi Campo dei Fiori.
All’ombra della statua dell’eretico Giordano Bruno, che qui fu arso vivo, la piazza è uno dei punti nevralgici della vita romana: di giorno vivace mercato pieno di gente , la sera luogo dove andare a bere qualcosa.

In alternativa ai Musei Vaticani puoi visitare il Museo Nazionale Romano: Palazzo Massimo alle terme (fermata della metro: Termini).
Il museo (accessibile ai disabili) é spesso trascurato. Invece è meraviglioso, ampio e luminoso e contiene all’interno pezzi d’arte classica spettacolari (il Pugile in riposo, Ermafrodite dormiente), oltre a dipinti e mosaici straordinari.
Visitato il museo passa il resto della giornata secondo l’itinerario che ti ho descritto sopra. Puoi arrivare in piazza Navona con una passeggiata di mezz’ora.

INFO PRATICHE

Musei Vaticani: da lunedì a sabato 9.00-18.00 (ultimo ingresso alle 16 e uscita dalle sale mezz’ora prima della chiusura).
Basilica di San Pietro: 1° ottobre – 31 marzo tutti i giorni 7.00-18.30 /1° aprile – 30 settembre tutti i giorni 7-19.00.
Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo alle terme: Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.45. Chiuso il lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre. La biglietteria chiude alle 19.00. Compreso nell’Omnia Card.

BIGLIETTI PER IL SECONDO GIORNO

Per risparmiare sull’ingresso a queste attrazioni vi consigliamo di utilizzare uno dei tanti pacchetti  combinati. Ve ne riportiamo qui sotto alcuni. In alternativa  potete acquistare la Omnia Card.

TERZO GIORNO

1. MUSEO E GALLERIA BORGHESE

Visitare Galleria Borghese: apollo e Dafne del Bernini
Se sei uno sfegatato appassionato d’arte, non puoi escludere dal vostro itinerario alla scoperta dei musei di Roma in tre giorni  la visita al Museo e Galleria Borghese, definita la “Regina delle collezioni private d’arte”.
In un sol luogo trovi concentrate opere d’arte di Caravaggio, Bernini, Botticelli e Raffaello, e la celebre statua del Canova che ritrae Paolina Borghese come Venere vincitrice.
Per limitare il numero dei visitatori si entra ad intervalli di due ore. È necessario prenotare data e ora della visita. Puoi farlo per telefono oppure on-line.
L’arrivo è a piazzale del Museo Borghese n. 5.

Se invece, dopo i musei capitolini e quelli vaticani sei andato in over dose e vuoi cambiare decisamente genere, vale la pena fare un salto al MAXXI (Museo Nazionale delle arti del XXI secolo).
Fiore all’occhiello delle gallerie d’arte contemporanea e progettato dall’architetto anglo-iracheno Zaha Hadid, questa galleria nazionale d’arte è stata inaugurata nel 2010.
La facciata geometrica a più livelli nasconde un interno di dimensioni gigantesche, pieno di luce e attraversato da scalinate sospese e strutture realizzate in vetro, cemento e ferro. Si compone di due sezioni, una dedicata all’Architettura e una all’arte contemporanea.
La cosa più interessante è visitarlo in occasioni di mostre e installazioni.
Puoi arrivarci in metro (linea A fermata Flaminio) in tram e bus scendendo alla fermata Viale Tiziano.

2. PIAZZA DEL POPOLO E PIAZZA DI SPAGNA

Qualunque sia stata latua scelta, dopo la visita ti consiglio di passare il resto della giornata passeggiando e sostando nel parco di VillaBorghese.
Prosegui poi per Piazza del Popolo e arriva fino a Piazza di Spagna, con la spettacolare scalinata di Trinità dei Monti (il restauro del 2016 l’ha riportata al suo antico splendore) e la fontana della Barcaccia.
Concludi la serata cenando in uno dei mille locali della zona.

L’itinerario che ho pensato per te è solo un consiglio di massima. Scegli quello che più ti piace e dedica alle diverse attrazioni il tempo che desideri.

Parole chiave: musei da visitare Roma, musei di Roma

BIGLIETTI PER IL TERZO GIORNO

Per risparmiare sull’ingresso a queste attrazioni vi consigliamo di utilizzare uno dei tanti pacchetti  combinati, ve ne riportiamo qui sotto alcuni. Alternativamente potete acquistare la Omnia Card.

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10 curiosità sul Colosseo tutte da scoprire

“Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo”
(profezia del Venerabile Beda, VIII d.c.).
Simbolo della grandezza e del potere di Roma, l’Anfiteatro Flavio, è il più famoso e imponente monumento della Roma antica e attrazione che richiama ancora, dopo duemila anni, milioni di visitatori l’anno.
E’ inoltre la meta più amata sul web, come riporta rainews.it.
Perciò, sia che programmiate una toccata e fuga, sia decidiate di visitare Roma in 3 giorni o più, una tappa qui è d’obbligo.
Il biglietto comprende l’ingresso a Colosseo Foro Romano e Palatino. Per cominciare subito la visita e non rimanere ore sotto il sole a fare la fila all’ingresso, ti suggerisco di arrivare già con il biglietto in mano.

COME RAGGIUNGERLO

Quest’attrazione di Roma si trova nel cuore della città, a poche centinaia di metri da piazza Venezia, dove si trova il Vittoriano (QUI per i biglietti!) e vicino ai Fori Imperiali.
Puoi raggiungerlo

  • Con la linea B della metropolitana fermata Colosseo
  • Con il bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118
  • Con il tram n. 3

Se arrivi in treno alla stazione Terminipuoi raggiungere l’anfiteatro con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Curiosità sul Colosseo

1. Quando fu costruito

La sua costruzione avvenne sotto la dinastia Flavia. Iniziò nel 72 d.c. per volere dell’imperatore Vespasiano sui terreni del vasto complesso della Domus Aurea neroniana e terminò nell’80 d.c. sotto suo figlio Tito. La cerimonia di inaugurazione durò ben 100 giorni durante i quali furono uccisi ben 5.000 animali.

2. Le dimensioni

Il Colosseo di Roma. Curiosità.

Foto di Anna Dalmasso

 

La forma non è rotonda, ma ovale. Si tratta infatti di un’enorme ellisse con un perímetro di 527 metri. In origine era alto 52 metri ma oggi la sua altezza è pari a circa 48 metri. Queste dimensioni ne fanno l’anfiteatro più grande al mondo. In cima c’erano 240 montanti che sostenevano il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena. Gli spettatori accedevano da 8o ingressi ad arco (vomitoria) e lo riempivano  in pochi minuti

3. La Capienza

L’anfiteatro Flavio poteva ospitare tra  50 mila e gli 80 mila spettatori. Queste cifre possono variare a seconda delle fonti e delle metodologie di calcolo utilizzate.

4. L’origine del nome

Il Colosseo in origine si chiamava Anfiteatro Flavio, in onore dell’illustre famiglia dei Flavi a cui appartenevano gli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano, che diedero inizio e portarono a termine i lavori di costruzione.
Il nome Colosseo risale al medioevo e fa riferimento non alle sue dimensioni, ma alle dimensioni del Colosso di Nerone, una gigantesca statua che si trovava al suo fianco.
Un’altra ipotesi è che il nome derivi dalla sua posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui “Collis Isei”).

 5. Gli usi

Oltre che per i combattimenti dei gladiatori, l’anfiteatro venne usato anche come piscina per le naumachie, ovvero le rappresentazioni delle battaglie navali.
Un docente di ingegneria civile ed ambientale all’Università di Edimburgo, Martin Crapper, ha ipotizzato che l’acqua scorresse attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni poste sotto le tribune e ha calcolato che il tempo impiegato a riempire tutta l’arena fosse di circa 7 ore.

6. Gli spettacoli

Duravano una intera giornata. Gli spettatori erano costretti così a portarsi morbidi cuscini da casa per riuscire a stare seduti sui duri sedili di pietra.

7. Posti a sedere

Tour del Colosseo: la cavea

La cavea del Colosseo. Foto di Francesca Ciola

 

Ai giochi che si svolgevano nell’arena poteva partecipare tutto il popolo. Le distinzioni di classe erano effettuate solo per i posti a sedere.
La cavea era infatti divisa in tre parti:

  • i senatori sedevano nelle file più in basso
  • i cittadini meno abbienti in quelle mediane
  •  la plebe nelle più alte.

Le donne (eccetto le vestali) erano relegate in cima.
Per le classi più abbienti i posti erano in marmo, mentre per il popolo i sedili erano in legno.
Come oggi, tutti erano muniti di biglietto numerato e ogni spettatore aveva un posto assegnato nel posto specifico.
Il podium, una larga terrazza posta davanti alle fila dei posti a sedere, era destinata all’imperatore e ai senatori e altre personalità di riguardo.

8. Come un giardino

Dopo il suo declino avvenuto in seguito alla fine dell’impero, l’edificio si coprì di piante, alcune esotiche, che crebbero favorite anche dal microclima dell’anfiteatro.
Sarebbero infatti circa 350 le specie di piante che per secoli sono state studiate da esperti di botanica.

9. Il Colosseo come cava

Durante il Rinascimento venne usato come cava di travertino e di marmo per la costruzione di molti edifici tra cui Palazzo Venezia e Palazzo Barberini. Si cessò di prelevare materiale dall’Anfiteatro Flavio solo nel XVIII secolo, quando ritornò l’amore per le antiche vestigia romane.
È stato calcolato che è rimasto solo un terzo della costruzione originale.

10. Tra le 7 nuove meraviglie del mondo

Dal 2007 il Colosseo è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.

Se le curiosità su questa attrazione ti hanno incuriosito, a questa pagina trovi altre notizie sul principale simbolo di Roma.

Informazioni pratiche

Orari
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
27 marzo – 31 agosto: 9.00 – 19:15
1° settembre – 30 settembre: 9.00 – 19.00
1° – 30 ottobre: 9.00 – 18.30
31 ottobre – 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Bagni all’interno del Parco Archeologico del Colosseo: presso gli ingressi e le uscite ci sono 8 bagni (accessibili ai disabili).
Altri 14 bagni, più uno per disabili,  li trovate al I° ordine del Colosseo, vicino ai tornelli di ingresso.

Fasciatoi: si trovano nei bagni che sono presso l’ingresso al Parco su via di S. Gregorio e nelle vicinanze dell’uscita su Via Foro Romano, all’angolo sud-est della Basilica Giulia.

Aree di sosta: nel parco ci sono circa 70 panchine, alcune delle quali collocate in prossimità di fontanelle di acqua potabile (Vicus Argentarii/Tabularium, angolo sud-est della Basilica Giulia, Horti Farnesiani, Palatino/Domus Augustana e sentiero meridionale).
Invece al II° ordine del Colosseo, lungo il percorso di visita negli spazi espositivi destinati al Museo Colosseo e alle mostre temporanee, trovate 8 panchine.

Fontane: all’interno del parco ci sono 10 fontane. Altre due fontane le trovate tra I° e II° ordine.

Distributori automatici di bevande e snack: li potete trovare lungo la Via Nova, negli Horti Farnesiani e presso lo Stadio della Domus Augustana.
Distributori di acqua in bottiglia sin trovano invece I° e al II° ordine del Colosseo.

Da dove fotografare l’anfiteatro

Ci sono molte prospettive interessanti da cui fotografarlo. Ecco alcune idee:

  1. Dalla parte anteriore: fotografare l’edificio di fronte può catturare la sua imponenza e la sua grandezza. Cercate di includere la piazza antistante per dare un senso di scala.
  2. Dalla parte posteriore: una prospettiva meno comune è quella di fotografarlo dalla parte di dietro. Potete catturare la struttura e il suo contesto circostante da un punto di vista unico.
  3. Dall’alto: se avete la possibilità di accedere ad un punto panoramico o a un edificio circostante più alto, potete fotografarlo dall’alto. Questa prospettiva offre una vista panoramica della struttura e dei suoi dintorni.
  4. Da lontano: fotografarlo da una certa distanza può catturare la sua forma iconica nel contesto della città di Roma. Cercate di includere nella foto altri monumenti o elementi distintivi della città di Roma.
  5. Al tramonto o all’alba: fotografarlo durante le prime ore del mattino o al tramonto vi permette di avere una luce morbida e calda che crea un’atmosfera suggestiva e romantica.

NB: Quando fate le vostre fotografie, rispettate le regole del luogo e la privacy degli altri visitatori. Evitate di intralciare il passaggio o di danneggiare la struttura mentre cercate di ottenere la foto perfetta!

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Il Colosseo – Come è fatto?

Simbolo della capitale per eccellenza e capolavoro architettonico della Roma antica, il Colosseo è l’attrazione più visitata della città, con milioni di visitatori all’anno ( ben 12 milioni nel 2023, secondo quanto riporta Ansa.it).
Non puoi quindi mancare di includerlo nel tuo itinerario per visitare Roma, sia che tu venga nella capitale per un paio di giorni, sia che abbia invece la possibilità di soggiornare per più tempo.

Il Colosseo, te lo garantisco, ti lascerà a bocca aperta,  per le sue spettacolari dimensioni (è infatti l’anfiteatro romano più grande del mondo) ma anche per l’impatto emotivo che avrà su di te: non si può rimanere impassibili davanti al fatto che l’edificio rappresenta una prova della grande crudeltà e della ferocia caratteristica dei tempi antichi.

Dal momento che per visitare questa attrazione le code sono infinite, ti consiglio di munirti del biglietto on line salta coda. Risparmierai così tempo che potrai dedicare alla visita delle altre meraviglie della capitale.
Colosseo Foro Romano e Palatino sono tutti inclusi nello stesso biglietto.


GLI ORARI

chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
 27 marzo – 31 agosto: 9.00 – 19:15
 1° settembre – 30 settembre: 9.00 – 19.00
 1° – 30 ottobre: 9.00 – 18.30
 31 ottobre – 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Com’è fatto il Colosseo?

L’edificio venne fatto costruire dagli imperatori della dinastia Flavia. Sorse sul sito di un lago artificiale, che faceva parte della vasta proprietà della Domus Aurea di Nerone.
Qui di seguito ti fornisco alcune notizie riguardo la struttura di quello che è stato il modello per tutti gli stadi sportivi successivi.

1. Le mura esterne

scoprire il Colosseo: le mura esterne

Le mura esterne del Colosseo. Foto di Francesca Ciola

 

Un tempo erano interamente ricoperte di travertino. Sono divise su tre livelli di archi inquadrati da paraste (pilastri inglobati nella parete) con capitelli tuscanici (livello più basso), ionici (livello intermedio) e corinzi (livello più alto). Le arcate del livello intermedio e di quello più alto erano abbellite con delle statue, mentre la parte più alta, che presenta finestre e lesene corinzie è caratterizzata dai supporti per i 240 montanti che dovevano sostenere il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena.

Al piano terra ci sono 80 ingressi ad arco (vomitoria), che permettevano agli spettatori di entrare e sedersi in pochi minuti.

2. L’arena

L'arena del Colosseo - Visitare Roma

L’arena del Colosseo. Foto di Anna Dalmasso

In origine aveva un pavimento di legno ricoperto di sabbia, in modo che i gladiatori non potessero scivolare e che il sangue versato venisse assorbito.
L’arena poteva anche venire allagata in occasione delle battaglie navali (naumachie). Grazie ad alcune botole si accedeva agli ambienti e ai passaggi sotterranei che costituivano l’ipogeo.

3. La cavea

Visitare il colosseo: tutte le informazioni

La cavea. Foto di Francesca Ciola

 

La cavea era divisa in tre parti a seconda delle classi sociali a cui appartenevano i visitatori. Ai giochi che si svolgevano nel Colosseo, infatti, poteva partecipare tutto il popolo.

  • I senatori sedevano nelle file più in basso
  • I cittadini meno abbienti in quelle mediane
  • La plebe nelle più alte.

Le donne (eccetto le vestali) erano relegate in cima.
Per le classi più abbienti i posti erano in marmo, mentre per il popolo i sedili erano in legno. Come oggi, tutti erano muniti di biglietto numerato e ogni spettatore aveva un posto assegnato nel posto specifico.
Il podium, una larga terrazza posta davanti alle fila dei posti a sedere, era destinata all’imperatore e ai senatori e altre personalità di riguardo.

Gli hotel in questa zona

Relais Forus Inn

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Hotel Capo d’Africa

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Caesar House Residenze Romane

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4. L’ipogeo

I sotterranei si estendevano sotto tutta la struttura ed erano deputati all’immagazzinamento delle scenografie. Era il luogo dove venivano costruite le scenografie per le battaglie navali che erano poi issate con un complesso sistema di carrucole. I gladiatori raggiungevano l’ipogeo direttamente dalla schola adiacente, mentre gli animali feroci venivano fatti arrivare dal monte Celio, dove c’era uno “zoo”, in cui le bestie erano rinchiuse in gabbie costruite nelle muratura. Di qui gli animali venivano fatti arrivare al Colosseo con un montacarichi.

Se vuoi sapere di più sull’attrazione più visitata di Roma, vai alla pagina sulle dieci curiosità sul Colosseo che forse non sapevi

Curiosità

  • L’origine del nome: in origine si chiamava Anfiteatro Flavio, in onore della famiglia dei Flavi a cui appartenevano gli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano, che iniziarono e conclusero termine i lavori di realizzazione dell’edificio.
    Il nome Colosseo risale al periodo medievale e fa riferimento non alle sue dimensioni, ma alle dimensioni del Colosso di Nerone, una gigantesca statua che si trovava al suo fianco.
    Un’altra ipotesi è che il nome derivi dalla sua posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui “Collis Isei”).
  • L’inaugurazione: la cerimonia di inaugurazione, che si svolse nell’ 80 d.C.  previde 100 giorni di spettacoli. Durante la cerimonia di apertura vennero uccise oltre 5000 belve in una sola giornata!
  • Il sito turistico del Colosseo, che comprende anche il Palatino e il Foro Romano, per la prima volta, nel 2021, è passato al secondo posto della classifica delle attrazioni più visitate in Italia.
  • La capienza: l’anfiteatro Flavio poteva ospitare tra i 50 mila e gli 80 mila spettatori. Queste cifre possono variare a seconda delle fonti e delle metodologie di calcolo utilizzate.
  • Le dimensioni: la sua forma non è rotonda, ma ovale. Si tratta infatti di un’enorme ellisse del perímetro di 527 metri. In origine era alto 52 metri ma oggi la sua altezza è pari a circa 48 metri.  É perciò l’anfiteatro più grande al mondo. In cima c’erano 240 montanti che sostenevano il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena. Gli spettatori accedevano da 8o ingressi ad arco (vomitoria) e riempivano il Colosseo in pochi minuti
  • Un orto botanico: da alcuni secoli gli esperti di botanica studiano la flora cresciuta spontaneamente all’interno del Colosseo dopo il suo inutilizzo. Sono più di 350 le specie che hanno messo radici tra le rovine.
  • Tra le 7 nuove meraviglie del mondo: dal 2007 il è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.
  • Era coperto da una grande tenda: nei giorni con parecchio sole era ricoperto da un velario formato da circa 80 vele triangolari, controllate da 320 funi di sostegno. Questo per agli spettatori evitare le insolazioni durante gli spettacoli di mezzogiorno.
  • Le naumachie: per un certo periodo si tennero anche le naumachie, ovvero rappresentazioni di battaglie navali in acqua che però non ebbero lo stesso successo dei giochi coi gladiatori. Per riempire l’arena erano necessarie circa 7 ore. L’acqua scorreva attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni al di sotto delle tribune.
  • Come una cava di materiale: durante il Rinascimento venne usato come cava di travertino e di marmo per la costruzione di molti edifici tra cui Palazzo Venezia e Palazzo Barberini.
    Si cessò di prelevare materiale dall’Anfiteatro Flavio solo nel XVIII secolo, quando ritornò l’amore per le antiche vestigia romane. È stato calcolato che è rimasto solo un terzo della costruzione originale.

Come raggiungere il Colosseo

Quest’attrazione della città di Roma si trova nel cuore della città, a poche centinaia di metri da piazza Venezia, dove si trova il Vittoriano (QUI per i biglietti!) e vicino ai Fori Imperiali.
Potete raggiungerlo

  • Con la linea B della metropolitana fermata Colosseo
  • Con il bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118
  • Con il tram n. 3

Se arrivi in treno alla stazione Termini puoi raggiungere il Colosseo con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Informazioni pratiche

Bagni all’interno del Parco Archeologico del Colosseo: ci sono 8 bagni (accessibili ai disabili) che si trovano presso gli ingressi e le uscite.
Altri 14 bagni, più uno per disabili,  li trovate al I° ordine del Colosseo, vicino ai tornelli di ingresso.

Fasciatoi: si trovano nei bagni situati presso l’ingresso al Parco su via di S. Gregorio e nelle vicinanze dell’uscita su Via Foro Romano, all’angolo sud-est della Basilica Giulia.

Aree di sosta: nel parco ci sono circa 70 panchine, alcune delle quali collocate in prossimità di fontanelle di acqua potabile (Vicus Argentarii/Tabularium, angolo sud-est della Basilica Giulia, Horti Farnesiani, Palatino/Domus Augustana e sentiero meridionale).
Invece al II° ordine del Colosseo, lungo il percorso di visita negli spazi espositivi destinati al Museo Colosseo e alle mostre temporanee, trovate 8 panchine.

Fontane: all’interno del parco ci sono 10 fontane. Altre due fontane le trovate tra I° e II° ordine.

Distributori automatici di bevande e snack: li puoi trovare lungo la Via Nova, negli Horti Farnesiani e presso lo Stadio della Domus Augustana.
Distributori di acqua in bottiglia si trovano invece I° e al II° ordine del Colosseo.

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Musei Vaticani – Curiosità sulla Cappella Sistina

Per chi visita Roma, una tappa ai Musei Vaticani è d’obbligo (qui per i biglietti Musei Vaticani salta la coda). Sono infatti una delle collezioni d’arte più grandi del mondo e visitarli rappresenta veramente un’esperienza emozionante.

Per entrare ai musei è obbligatorio il biglietto on line.

Le attrazioni da non perdere sono:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarvi davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana (non perdetevi la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche
5.
La strepitosa Cappella Sistina, capolavoro indiscusso dell’arte rinascimentale italiana (vale da sola la visita ai Musei Vaticani).

Proprio per prepararti alla visita di questo tesoro indiscusso ti svelo qui di seguito 10 curiosità che sicuramente ti interesserà sapere.

Curiosità sulla Cappella Sistina

  1. Il nome della Cappella Sistina deriva da Papa Sisto IV, artefice della commissione dell’opera
  2. I meravigliosi dipinti della Cappella Sistina si estendono per 1.110 mq, all’incirca un sesto delle dimensioni di un campo da calcio.
  3.  Non è vero che Michelangelo ha dipinto i suoi affreschi sulla schiena. Lavorò infatti su una piattaforma che aveva inventato lui, che si estendeva oltre la metà dell’area della cappella e gli ha permesso di stare in piedi. La piattaforma venne spostata a metà del progetto. Michelangelo non ha mai avuto la possibilità di rimirare il suo lavoro in corso dal basso, ma ha dipinto da una distanza di pochi centimetri.
  4. Nella maggior parte dei nudi maschili che decorano il soffitto di Michelangelo, sono presenti delle ghiande, un motivo ricorrente tra gli affreschi dell’artista per rendere omaggio al nome della Rovere (rovere è sinonimo di quercia) a cui apparteneva la famiglia di Giulio II.
  5. Il primo Conclave che si è tenuto nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico è stato quello del 1492. A partire dal 1870 è diventata la sede di tutti i conclavi.

6. Le porte della Cappella Sistina sono bloccate. La parola conclave (riunione del Collegio dei Cardinali per un’elezione del Papa) deriva dal latino cum clave, cioè (chiuso) con la chiave.

7. La prima messa nella Cappella Sistina fu quella celebrata da Papa Sisto IV il 15 agosto 1483.

8. La Cappella Sistina conta più di 6 milioni di visitatori all’anno.

9. La Cappella Sistina oggi come allora è utilizzata anche come cappella privata del Papa.

10. La Cappella Sistina è dedicata a Maria Assunta in cielo.

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Il Pantheon

Il Pantheon, con la sua cupola, la più grande in muratura mai costruita, è una delle attrazioni di Roma da non perdere. Assolutamente da inserire nell’elenco delle cose da vedere, è uno dei simboli della Capitale.

L’edificio rappresenta una delle costruzioni antiche meglio conservate della città e visitare il suo interno è un’esperienza unica ed emozionante.
Anche perché del tutto inaspettata. Gli esterni, infatti, grigi e usurati dal tempo, non lasciano immaginare la magnificenza degli interni.
Se sei a visitare Roma in 3 giorni, o qualunque sia la durata del tuo soggiorno nella città eterna, una tappa per ammirare il Pantheon è d’obbligo.

1. Storia del Pantheon

L’edificio venne costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.c. su un tempio precedente edificato nel 27 ac da Marco Vipsanio Agrippa, generale e genero di Augusto.
A testimonianza rimane  l’iscrizione del timpano, appartenuta al tempio più antico e poi riposizionata sulla nuova costruzione.
Il tempio venne distrutto due volte, la prima nell’80 per un incendio e poi nel 110 d.c. per un fulmine.

Nato come tempio dedicato a tutti gli dei, nel 609 il Pantheon venne consacrato a chiesa cristiana da Papa Bonifacio IV, in onore della Madonna e tutti i martiri.
Ancora oggi infatti sia chiama Basilica di Santa Maria ad Martyres. 
Anche se non fu saccheggiata come altri templi pagani (perchè era diventata una chiesa) molti materiali degli esterni vennero prelevati e utilizzati.
Le lastre di bronzo del soffitto del pronao ad esempio vennero fuse per fare il baldacchino del Bernini nella Basilica di San Pietro.
La sua incredibile cupola venne studiata dal Brunelleschi per il progetto del Duomo di Firenze e diventò una sorta di mausoleo.
Ospita infatti le tombe di Raffaello, Vittorio Emanuele II e quella Umberto I.

Visitare il Pantheon dall'esterno

2. ESTERNI

Il Pantheon di Roma  (QUI per i biglietti!) si affaccia sulla vivace Piazza della Rotonda. Ha un monumentale portico all’ingresso, con 16 colonne corinzie (alte 13 metri e realizzate con un unico blocco di granito egiziano) che sorreggono il frontone triangolare.
Le porte di bronzo sono ancora quelle originali restaurate nel XVI secolo. Non rimane quasi nulla dei rivestimenti, ma si possono vedere staffe e buchi che indicano dove era fissato il marmo.

Gli interni del Pantheon a Roma. Visitare

3. INTERNI

Sono ricoperti di marmo e sembrano enormi quando vengono colpiti dalla luce che entra dall’oculos ( 8,7 metri di diametro).
Questo effetto, che lascia sbalorditi quando si entra, era voluto. Serviva infatti per aumentare la soggezione davanti agli dei.
Di fronte all’entrata c’è l’altare maggiore, su cui si trova un’icona di Madonna con bambino risalente al VII secolo.
Sulla sinistra c’è la tomba di Raffaello e accanto quella di Umberto I e Margherita di Savoia. Sulla destra invece la tomba di Vittorio Emanuele II.

Cose da vedere a Roma: il Pantheon

4. LA CUPOLA

É la più importante opera architettonica di Roma antica e la più grande mai costruita in calcestruzzo senza rinforzi.
Ha un diametro di 43,44 metri e la sua misura è uguale all’altezza dell’edificio.
Viste le dimensioni venne adottata una tecnica particolare, ovvero quella dell’alleggerimento del calcestruzzo.
Man mano che si sale verso l’alto sono stati infatti utilizzati diversi materiali di costruzione, in accoppiamento con il calcestruzzo: nella parte bassa mattoni, poi salendo tufo e alla fine pietra pomice e lapilli vulcanici vicino all’oculo.
L’interno della cupola è composta da cassettoni realizzati in calcestruzzo direttamente sulla centina di legno. Essi hanno una triplice funzione: estetica, di stabilità e funzionalità (ha permesso la rapida asciugatura per carbonatazione della malta, ossia la reazione dell’acqua con il carbonato di calcio del calcestruzzo).

COME ARRIVARE

A piedi: da Largo di Torre Argentina camminare su Via di Torre Argentina e continuare su Via della Rotonda per 400 metri

Con il  bus: n° 30, 40, 62, 64, 81, 87 e 492 fino a Largo di Torre Argentina. Continuare a piedi su Via di Torre Argentina e Via della Rotonda.

Con la metro prendere la linea A della metropolitana, scendere alla fermata “Barberini” e continuare a piedi su Via del Tritone fino a Largo Chigi. Svoltare su Via del Corso e su Via del Caravita fino a raggiungere la destinazione.

CURIOSITA’

  1. Ogni 21 aprile, a mezzogiorno, in occasione del Natale di Roma, il sole entra nell’oculus del Pantheon (del diametro di 9 metri) con un’inclinazione tale da creare un fascio di luce che centra perfettamente il portale d’ingresso.  Questo evento porta indietro nel tempo il visitatore all’ingresso trionfante dell’imperatore Augusto. A quell’ora esatta, infatti,quando l’Imperatore varcava la soglia del tempio, tutto il suo corpo era immerso nella luce
  2. Altezza e ampiezza del cerchio luminoso cambiano secondo le stagioni.
  3. Nel corso della giornata il fascio di luce percorre le pareti donando loro vita e facendole risaltare
  4. All’interno dell’edificio si può vivere l’esperienza del del contrasto tra la potenza dell’architettura e la vertigine del vuoto, ma anche il magnifico equilibrio tra penombra e luce.
  5. La cupola del Pantheon è stata una delle prime ad essere stata costruita senza l’uso di impalcature interne.
  6. I cassettoni che decorano il soffitto non hanno solo una funzione estetica. Servono anche a ridurre il peso complessivo della cupola, distribuendo uniformemente il carico sulla struttura sottostante.
  7. Dentro piove ma non si creano pozzanghere: il centro infatti è concavo e i lati sono spioventi.
    Ci sono poi 22 fori che raccolgono l’acqua che defluisce grazie a un sistema di canali
  8.  Il detto popolare “Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini” (Quello che non fecero i barberi fecero i Barberini) si riferisce al fatto che ai romani piacque il fatto che papa Urbano Barberini, per la costruzione del baldacchino barocco di san Pietro utilizzo ò del materiale bronzeo tolto dal portico del Pantheon.
  9. Sul lato interno della porta principale ci sono due campanili. Sostengono le campane che suonano per le funzioni religiose e non sono visibili da fuori.
  10. L’edificio potrebbe accogliere al suo interno una sfera, perché la sua altezza è perfettamente uguale al suo diametro.

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Cenci Bed & Breakfast Fontana di Trevi

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La piccola maison

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Da dove fotografarlo

Ci sono diversi punti strategici da cui puoi fotografare questa attrazione per catturare la sua bellezza. Eccone alcuni:

  • Piazza della Rotonda: é proprio davanti. Di qui si ha un’ottima vista frontale del monumento. Trovare un punto al centro della piazza ti permetterà di includere  nella tua inquadratura l’intera facciata
  • Fontana: situata proprio di fronte all’edificio, questa fontana offre una prospettiva unica, con l’acqua che aggiunge un tocco di bellezza e movimento alle tue foto. Puoi cercare di fotografarlo attraverso gli spruzzi d’acqua della fontana per aggiungere un elemento dinamico alle tue immagini.
  • Ponte Umberto I: attraversando il  Tevere, il Ponte Umberto I offre una vista panoramica da lontano. Dalla parte opposta del fiume, puoi catturare l’intero edificio insieme al suo riflesso sull’acqua, creando un’immagine suggestiva.
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Roma Pass: musei di Roma e trasporti gratuiti

Se vuoi vedere tutto ciò che la  Città Eterna ha da offrirti tenendo però un occhio al portafoglio, un consiglio che ti do è quello di utilizzare il Roma Pass, la card turistico-culturale che ti permetterà di godere dei musei di Roma e delle bellezze della capitale usufruendo di sconti e trasporti illimitati su tutti i mezzi pubblici (esclusi i treni).

La card è disponibile in due opzioni:

Roma Pass 72 Hours: accesso diretto a due musei/attrazioni a vostra scelta, trasporti illimitati su tutti i mezzi pubblici (metro, bus e tram) per 3 giorni (a partire dal primo utilizzo della card)

Roma Pass 48 Hours: accesso diretto ad un museo/attrazione, trasporti illimitati su tutti i mezzi pubblici (metro, bus e tram) per 48 ore (a partire dal primo utilizzo della card)

Inoltre potrai avere l’accesso ai bagni sorvegliati della rete P.Stop

Il Roma Pass consentirà di:

  • Entrare gratuitamente nei primi due musei di Roma e/o siti archeologici a scelta (da una lista apposita) e consecutivi. Nel caso del Roma Pass 48 Hours è previsto l’ingresso ad 1 solo museo e/o siti archeologico a scelta.
  • Accedere con prezzo ridotto a tutti i successivi musei di Roma e/o siti archeologici
  • Utilizzare in modo illimitato tutti i mezzi del trasporto pubblico locale gestito da ATAC (autobus, tram, linee A, B, B1 e C della metropolitana e ferrovie regionali Roma-Lido, Roma Flaminio Piazza del Popolo-Viterbo e Roma-Giardinetti), all’interno del territorio di Roma Capitale.
  • Avere un accesso diretto (senza quindi fare la coda alla biglietteria) al check point dei controlli di sicurezza del Colosseo e Castel Sant’Angelo

Nota: La card non è valida per i collegamenti speciali tpl Atac, le ferrovie regionali Trenitalia FR, il collegamento speciale Cotral Roma Tiburtina/Termini-Fiumicino Aeroporto, il collegamento Trenitalia “No stop” Roma Termini-Fiumicino Aeroporto (Leonardo Express) e per tutti i collegamenti da e per Fiumicino e Ciampino Aeroporto.

Come funziona

  • A seconda della tipologia di card scelta, vale 3 giorni (fino alle ore 24.00 del terzo giorno, compreso il giorno di attivazione) o 48 ore dalla data di attivazione per l’accesso ai musei e/o da quello della prima obliterazione sui mezzi pubblici
  • Va compilata sul retro con il tuo nome, cognome e la data di attivazione
  • Viene attivata al momento dell’accesso al primo sito/museo o al primo viaggio su un mezzo di trasporto pubblico
  • Si accede direttamente all’ingresso dei primi 2 siti; dal 3° sito in poi lo si presenta in biglietteria per avere diritto alla riduzione.
    Nel caso del Roma Pass 48 Hours: si accede direttamente all’ingresso del primo sito, mentre dal 2° sito in poi si presenta in biglietteria per usufruire della riduzione
  • Va esibita su richiesta del personale di controllo, insieme ad un documento di identità valido

Cosa non è incluso

Non sono inclusi gli ingressi ai Musei Vaticani e la Basilica di San Pietro 

Roma Pass 72 Hours: €52.00
Roma Pass 48 Hours: da €32.00

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Cosa vedere ai Musei Vaticani

Il numero delle cose da vedere ai Musei Vaticani è da capogiro: 20.000 opere d’arte. E questa è solo la cifra di quelle che sono esposte, perchè altrimenti sarebbe 70.000. Si dice infatti che per visitare tutto il complesso museale ci vorrebbero più di 12 anni!
Che dire, c’è sicuramente l’imbarazzo della scelta, sia che li visiti per la prima volta, sia che tu decida di farli diventare la tua meta preferita tutte le altre volte che verrai a visitare Roma.

Se fai parte di quel gruppo di persone che non ha ancora provato l’esperienza di rimanere rapito davanti ai capolavori dei Musei Vaticani, ti sarà d’aiuto la mia piccola lista delle 5 opere d’arte che non devi perderti assolutamente.

Ti suggerisco di acquistare i biglietti online, per saltare le lunghe code all’ingresso e cominciare subito la visita.

 

5 Cose da vedere ai Musei Vaticani

1. Il gruppo del Laocoonte

Si trova nel Cortile Ottagono e rappresenta Laocoonte, sacerdote Troiano di Apollo, che aveva tentato di impedire l’ingresso del cavallo di legno dentro le mura della città.  In questo modo il sacerdote avrebbe cambiato la storia e il fato e perciò venne condannato dalla dea Athena a morire con i due figli Antifane e Timbreo, sotto le spire dei due serpenti marini Porcete e Caribea.

Ritrovato nel 1506 tra le rovine delle Terme di Tito a Roma, questo eccezionale capolavoro impressionò   gli artisti rinascimentali, in particolare Michelangelo, che lo definì «un portento d’arte». L’opera influenzò tantissimo l’arte rinascimentale italiana e quella barocca un secolo più tardi.

Il Laocoonte, da visitare ai Musei Vaticani di Roma
Visitare i Musei Vaticani: il gruppo del Laocoonte

Plinio il Vecchio, potè ammirarlo nella casa dell’imperatore Tito e lo descrisse come il capolavoro di tre scultori della scuola di Rodi, Agesandro, Polidoro e Atanodoro.
Proprio per questo a lungo venne considerato un originale ellenistico. Oggi si propende a pensare che sia un’eccellente copia romana di epoca tiberiana (42-37 a.c.) di un originale bronzeo del II secolo a.c.
Questo trova conferma anche nel fatto che la statua si compone di più parti distinte, mentre Plinio la descrive come realizzata da un unico blocco di marmo.
Dopo il ritrovamento venne acquistato da papa Giulio II che lo fece esporre nel Cortile delle Statue all’interno del Giardino del Belvedere, ideato per accogliere la collezione di scultura antica del papa. Fu così che nacquero i Musei Vaticani. Insieme all’Apollo del Belvedere, fu per sempre uno dei pezzi più importanti della collezione.
Il gruppo statuario raffigura Laocoonte e i suoi due figli mentre cercano invano di liberarsi dalle spire dei due serpenti per non esserne stritolati. A chi la guarda trasmette un grande pathos. I lineamenti del suo volto sono stravolti, il suo corpo muscoloso è  in tensione. Si contrappone alla debolezza e alla fragilità dei suoi figli che chiedono impotenti aiuto. Tutto suscita empatia e commozione.
Sicuramente nella lista di cosa vedere ai Musei Vaticani.

 

2. L’Apollo del Belvedere

Si trova anch’esso nel Cortile Ottagono. Faceva parte della collezione che Giulio II possedeva quando era ancora cardinale e che ospitava nel suo palazzo a Santi Apostoli. 
L’opera, datata entro la metà del II secolo a.c. è una copia romana marmorea di eccellente fattura (l’autore è sconosciuto) di un bronzo originale dello scultore Leocare. Quest’ultimo era uno degli artisti che lavorarono al mausoleo di Alicarnasso e che la realizzò tra il 330 e il 320 ac.
Il Winckelman lo considerava “il più alto ideale dell’arte tra le opere che si sono conservate fino a noi”.

La scultura raffigura  Apollo, dio del sole, armato di arco, dal quale  ha appena aver scoccato una freccia per uccidere il serpente Pitone, la divinità che custodiva l’oracolo di Delfi, di cui il dio voleva impossessarsi. E’ ancora giovane, ma è già un uomo adulto, come dimostra il suo volto impassibile. Rappresenta un’immagine ideale di bellezza e giovinezza eterna. Realizzato con dimensioni poco più grandi del reale, l’Apollo del Belvedere è in posa dinamica, come se stesse camminando. Il peso poggia sulla gamba destra sostenuta dal tronco di un albero sul quale si arrampica un serpente. La gamba sinistra invece rimane indietro, leggermente flessa. E’ rappresentato con il corpo nudo e indossa dei sandali e un mantello, chiuso sulla spalla destra e appoggiato sul braccio sinistro e in parte sul dorso.

La statua che possiamo ammirare oggi non è tutta originale. Giovanni Angelo da Montorsoli, scultore e collaboratore di Michelangelo, la restaurò nel 1532 aggiungendo gli avambracci e le mani che in realtà mancavano. Il restauro venne rimosso nel 1924 per poi essere ripristinato nel 1999.


3. La scuola di Atene

Stanze di Raffaello: la Scuola di Atene

Si trova sulla parete ovest della stanza della Signatura, una delle quattro stanze all’interno dei Palazzi Apostolici e vuole celebrare la ricerca razionale, la facoltà dell’anima di conoscere il vero attraverso la filosofia e la scienza. 

Sullo sfondo di una grandiosa architettura rinascimentale ispirata al progetto di Bramante pensato per il rinnovamento della basilica paleocristiana di San Pietro, sono rappresentati, al centro, Platone e Aristotele. Il primo con le sembianze di Leonardo, punta il dito al cielo alludendo al mondo delle idee, il secondo, volgendo il palmo della mano verso terra, indica, al contrario, il principio razionalista della sua filosofia.

Entrambi sono attorniati da una schiera di filosofi, rappresentati con le sembianze di personaggi del tempo. In primo piano Eraclito (Michelangelo), Euclide (Bramante) che disegna sulla lavagna una figura geometrica, Diogene quasi sdraiato sulle gradinate, Tolomeo e Zoroastro con in mano rispettivamente il globo e la sfera celeste. Nell’opera si può ammirare anche l’autoritratto di  Raffaello, il secondo personaggio a destra con il berretto verde.

4. Il Giudizio Universale

lo potete ammirare sulla parete di fondo della Cappella Sistina. Venne dipinto 30 anni dopo gli affreschi  della volta. Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo II, scatenò molte polemiche sin dall’inizio. Prima perchè l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perchè la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità. 
Al centro del dipinto c’è il Cristo con attorno, in una specie di vortice, le anime dei defunti uscite dalle tombe per affrontare il giudizio divino. I salvati salgono in cielo, mentre i dannati vengono scaraventati all’Inferno tra i demoni. A fare da corona a Gesù alcuni personaggi dell’Antico Testamento: apostoli, profeti, eroine, sibille e patriarchi. Inoltre compaiono santi, martiri e vergini. Egli, rappresentato seminudo, come un eroe classico, nell’atto di avanzare, ha lo sguardo rivolto verso destra.
Con la mano destra alzata chiama a sé i beati mentre con la mano sinistra destina i dannati alla profondità dell’Inferno. In posizione di poco inferiore a Gesù si trova la Madonna e volge lo sguardo a sinistra con espressione sofferta ma composta.
Nelle lunette sono rappresentai i simboli del martirio.

5. La Deposizione del Cristo di Caravaggio

Ultima opera della nostra lista delle cose da vedere ai Musei Vaticani, si trova nella Pinacoteca Vaticana e rappresenta uno dei lavori più importanti della produzione di Caravaggio.
Dipinto su commissione di  Girolamo Vittrice il quadro venne posto nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma. Rimase lì fino al 1789 quando venne fatto portare a Parigi da Napoleone. Nel 1816 venne restituito ed entrò a far parte della pinacoteca di Pio VII e perciò nell’odierna pinacoteca vaticana.

L’ opera incontrò sin da subito il favore di tutti, che non poterono fare altro che ammirarne la composizione e l’incredibile tecnica pittorica.
il corpo di Cristo è sostenuto da San Giovanni e Nicodemo. Alle sue spalle, in uno schema piramidale, si trovano Maria, la Maddalena e una donna con le braccia alzate.
Il gruppo di figure è maestoso, quasi scultoreo e il movimento della scena sembra rallentato, quasi teatrale.
E’ costruito su una linea curva diagonale che unisce l’angolo inferiore sinistro a quello superiore destro. Si crea così un andamento che scorre sulle figure sia in senso discensionale che ascensionale. In questo modo in chi osserva la scena si crea una tensione dinamica. Lo sguardo accompagna la deposizione verso il basso, ma allo stesso tempo rimbalza in senso opposto, finendo sul volto della donna che ha le mani tese verso l’alto.

Il mio elenco finisce qui, ma rappresenta solo una parte infinitesimale degli incredibili tesori che potrai ammirare durante la vostra visita.
Metti in conto di dedicarci due o tre ore. Se una volta uscito non sei troppo stanco, puoi pensare di andare a goderti le attrazioni che si trovano nelle vicinanze, come la Basilica di San Pietro o Castel Sant’Angelo.

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Castel Sant’Angelo

Situato sulla sponda destra del Tevere, Castel Sant’Angelo è una delle principali attrazioni di Roma e si trova a pochi passi dalla Città del Vaticano. È uno dei simboli della capitale immediatamente riconoscibile. Chiamato anche Mausoleo di Adriano l’edificio è parte del Polo Museale del Lazio.

Cosa visitare in Castel Sant’Angelo

I diversi utilizzi di questo edificio giustificano le molte modifiche apportate a Castel Sant’Angelo nel corso dei secoli. Il Museo di Castel Sant’Angelo è diviso in 7 livelli, a loro volta raggruppati in 3 tipologie architettoniche.

  • I primi 3 livelli che si incontrano dopo l’ingresso al castello, attraverso l’atrio e fino alla sala delle urne, costituiscono il mausoleo. Da osservare la rampa elicoidale e il dromos (corridoio a cielo aperto), ripristinati il più fedelmente possibile alla realtà storica. Al livello 2 si trova inoltre la fortificazione ed è ancora possibile percorrere il camminamento di ronda.
    In queste sale è possibile visitare alcune delle aree adibite a prigione, tra cui la famosa cella da cui evase l’artista Benvenuto Cellini. Tra le celle peggiori del complesso si trova la San Marocco, abbreviata in Sammalò, dove il condannato non poteva stare né disteso né in piedi, ma perennemente accovacciato.

    Visitare Castel Sant'Angelo a Roma

    La Cupola di San Pietro da Castel Sant’Angelo

Ai livelli superiori si trovano le residenze papali, appartenute a molti pontefici nel corso della storia di Castel Sant’Angelo:

  • Al quarto livello si possono visitare il Cortile dell’Angelo e la cappella di Leone X, il cortile con il pozzo e le salette di Alessandro VI.
  • Al quinto livello la fastosa residenza di Paolo III Farnese, tra le meglio conservate di tutto l’edificio, ma soprattutto la loggia che si affaccia sul ponte e su Roma.
  • Al sesto livello la Sala del Tesoro e la biblioteca si affiancano alla più nota Cagliostra, la prigione dei detenuti di riguardo che prese il nome dal prigioniero conte di Cagliostro.
  • Il settimo e ultimo livello ospita sale del XVII secolo costruite per archiviare reperti che non trovavano più spazio nelle sale ai livelli inferiori. Da non perdere una visita alla Sala Rotonda, dalla quale si accede al Terrazzo dell’Angelo – uno tra i punti panoramici più belli di tutta Roma.

Sul culmine di Castel Sant’Angelo si può osservare l’Angelo in bronzo del 1753. L’angelo fu solo l’ultimo di molti esemplari in legno, marmo o bronzo distrutti nel tempo da eventi naturali e dall’intervento umano.
Se hai il Roma Pass  eviteraile lunghe code e potrai dedicarti subito alla visita!

Raggiungere Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo è raggiungibile da quasi ogni angolo di Roma grazie al trasporto pubblico. La fermata Ottaviano-San Pietro-Musei Vaticani della linea A della metropolitana di Roma è la più comoda e dista soli 15 minuti a piedi.

Dalla stazione di Roma Termini è possibile prendere l’autobus n. 40 o 64 e scendere alla fermata Traspontina-Conciliazione, da qui sono solo 5 minuti a piedi. L’autobus n. 87 porta invece dal Colosseo alla fermata Zanardelli, a 500 metri da Castel Sant’Angelo. Dalla Fontana di Trevi è possibile prendere il numero 67 per raggiungere la fermata Traspontina, che si trova a circa 350 metri dal monumento.

La vicinanza con la Città del Vaticano permette di visitare Castel Sant’Angelo, i Musei Vaticani  e la Basilica di San Pietro nella stessa giornata. Percorrendo Via della Conciliazione per 900 metri, si può raggiungere Piazza San Pietro in circa 10 minuti a piedi.

Informazioni utili

Castel Sant’Angelo si trova su Lungotevere Castello al civico 50 ed è contattabile per informazioni al numero +39 06 6819111. Il Museo di Castel Sant’Angelo è gestito dall’ente MiBAC ed è parte del Polo Museale del Lazio.
E’ aperto tutti i giorni della settimana dalle 9.00 alle 19.30.
L’attrazione è compresa nell’ Omnia Card e nel Roma Pass.

Storia di Castel Sant’Angelo

Nell’anno 125 d.c. l’imperatore Adriano, ispirandosi al famoso Mausoleo di Augusto, decise di far costruire il proprio monumento funebre. Il mausoleo fu edificato di fronte al Campo Marzio e venne collegato a quest’ultimo con un ponte costruito ad hoc, il Ponte Elio.

Visitare Roma: il ponte Sant'Angelo

Il Ponte Sant’Angelo, chiamato anche Ponte Elio, ponte di Adriano e ponte di Castello

 

Il monumento fu ultimato dal successore, l’imperatore Antonino Pio, nel 139. In epoca romana, fu sede del sepolcro dei due imperatori che lo fecero costruire, delle proprie mogli e dei figli. Inoltre, qui fu sepolto Marco Aurelio.
Il periodo medioevale la funzione di Castel Sant’Angel cambiò, diventando una fortezza di difesa delle mura aureliane che delimitavano l’area di Roma. Si rivelò spesso fondamentale difendendo la città dai Visigoti e dai Vandali.

Nel corso dei secoli, Castel Sant’Angelo fu ampiamente conteso tra le famiglie romane più ricche. Nel VI secolo Teodorico lo consacrò come prigione di stato, ma fu in seguito anche residenza privata della famiglia Crescenti. Fu solo nel 1365 che il monumento venne ceduto alla Chiesa. Data la vicinanza al Vaticano, qui venne trasferita una parte della sede apostolica per volere del papa Nicolò III.
In questo periodo venne quindi costruito il famoso passaggio coperto che collegava la fortezza direttamente alla Basilica di San Pietro, per garantire la sicurezza del pontefice.
Il popolo inferocito contro la supremazia francese danneggiò il Mausoleo di Adriano nel 1379, ricostruito nel 1395 grazie ai lavori commissionati da papa Bonifacio IX. Interventi e restauri, sia all’interno che all’esterno, continuarono per i quattro secoli successivi. Aumentò la fortificazione, venne creata una residenza papale, si aggiunsero giardini e fontane.

Ma fu papa Alessandro VI a sconvolgere completamente la funzione di questo edificio, organizzando banchetti e spettacoli teatrali. Nonostante ciò, la sua funzione protettiva si mostrò utile ai papi in più occasioni durante il Cinquecento.
Urbano VIII nel 1630 fece distruggere le fortificazioni e spostò l’entrata principale sul lato destro. Tra il 1637 e il 1639, Clemente IX aggiunse dieci statue di angeli sul Ponte Elio, che cambiò il nome in Ponte Sant’Angelo.

Visitare Castel Sant'Angelo: la vista su Ponte Sant'Angelo

Dopo l’Unità d’Italia Castel Sant’Angelo divenne inizialmente una caserma e in seguito il Museo dell’Ingegneria Militare. Dal 2016 è stato incluso nel Polo Museale del Lazio ed è il 5° museo più visitato in Italia con circa un milione e mezzo di ingressi in un anno.

Curiosità

La statua dell’angelo posto sulla sommità dell’edificio è l’ultima di una lunga serie

  • la prima statua era realizzata in legno e di sgretolò sotto l’azione degli agenti atmosferici
  • il secondo angelo, di marmo, venne distrutto durante un assedio nel 1379
  • il terzo, sempre di marmo marmo, ma con le ali di bronzo, fu colpito e incenerito da un fulmine.
    Questo fece esplodere una polveriera del castello nel 1497.
  • il quarto angelo, che sostituì il precedente era di bronzo dorato.
    Venne  fuso per fare cannoni durante la discesa dei Lanzichenecchi nel 1527
  • il quinto angelo, che venne collocato fu di marmo con ali di bronzo (lo si può vedere nel Cortile dell’Angelo)
  • il sesto, quello che ancora oggi possiamo ammirare, fu posto nel 1573
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